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Valsolda
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mwhaValsolda (mwhqValsòlda in mwhgdialetto comascocite-ref-4[N 1], mwiwmwjaAFI: /valˈsɔlda/) è un mwjgcomune italiano mwjwsparso di mwka1 436 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlqprovincia di Como in mwlgLombardia.

Contents

Storia
Simboli
Arte
Note
Fonti

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Geografia fisica

Il comune si affaccia sul ramo settentrionale del mwmgLago Ceresio, al mwmwconfine con la mwnaSvizzera fra mwnqLugano e mwngPorlezza, e sorge in due valloni convergenti nel torrente Soldo.cite-ref-4-5-0[4]

I due valloni sono dominati da una cinta montuosa disposta a semicerchio. Partendo da ovest, verso mwpaLugano, si trovano il mwpqMonte Boglia o Colmaregia (1516 m mwpgs.l.m), dal quale e dall'Alpe di Castello (125 m s.l.m) proviene il vallone occidentale, e le Cime di Noresso (1721 m s.l.m) e di Fiorina (1809 m s.l.m). A est si trovano l'Arabione o Torrione (1805 m s.l.m) - dal quale e dal passo Stretto (1101 m s.l.m) deriva il vallone orientale - il Bronzone (1434 m s.l.m), la Forcola (1195 m s.l.m) e, verso mwpwPorlezza, i Monti Pizzoni (1303 m s.l.m).cite-ref-4-5-1[4]

Da segnalare sono inoltre le cime Oress e Cavrighé, oltre alle torri dolomitiche dei mwrqDenti della Vecchia, non visibili dalle varie frazioni ma solo salendo in quota.

Origini del nome

Il toponimo deriva dalla presenza del torrente Soldo.

Storia

Le più antiche menzioni della Valsolda risalgono in alcuni documenti dell'inizio del XII secolo.cite-ref-0-6-0[5]

Feudo dell'mwtwarcivescovo di Milano da tempo immemorabilecite-ref-0-6-1[5] (lo era già nell'mwvaAlto medioevo,cite-ref-06-7-0[6] periodo in cui il territorio valsoldese costituì un territorio strategico dapprima nelle lotte tra mwwqBizantini e mwwgLongobardi e, successivamente, tra questi ultimi e i mwwwFranchicite-ref-622-8-0[7]) la Valsolda appartenne per lungo tempo agli abati del monastero di Sant'Ambrogio di Milano.

Nel XIII secolo la storia delle terre valsoldesi s'intrecciò alle vicende della famiglia imperiale degli mwyqHohenstaufen, con mwygFederico II di Svevia che nel mwyw1240 donò la mwzapieve di Porlezza e la Valsolda alla città di mwzqComo.cite-ref-0-6-2[5] La competenza amministrativa dei comaschi sul territorio valsoldese durò tuttavia solo una manciata di anni: già nel mwag1246 la Valsolda risultò essersi dotata di statuti propri, riformati nel mwaw1388 da mwbaGian Galeazzo Visconti nella chiesa di San Mamette.cite-ref-0-6-3[5]

La concessione del feudo valsoldese alla mensa arcivescovile di Milano da parte degli mwcgHohenstaufen permise di fatto una vera potestà temporale alla chiesa milanese, con le periodiche investiture imperiali susseguitesi nei secoli (1311, 1531).cite-ref-0-6-4[5] Dopo un breve periodo in cui, tra il mwdw1525 e il mwea1531 il condottiero mweqMedeghino e il cavaliere Giambattista Pusterla vennero investiti del feudo della valle, la mwegArcidiocesi di Milano rafforzò il controllo sulla Valsolda pretendendone una sovranità non solo da un punto di vista religioso ma anche politico.cite-ref-0-6-5[5] A mwfwGian Giacomo Medici si deve, nel mwga1528, la distruzione del castello valsoldese,cite-ref-06-7-1[6] detto di San Martino, situato nell'odierna frazione di mwhqCastello.

Il territorio era composto dalle XII Terre di Albogasio, Casarico, Castello, Cima, Cressogno, Dasio, Drano, Loggio, Oria, Puria, San Mamete e Bisnago, con quest'ultima detta anche Roncaglia e situata sulla sponda opposta del lago rispetto alle altre.cite-ref-0-6-6[5] Il capoluogo amministrativo fu posto a San Mamete ove risiedeva periodicamente un delegato dell'arcivescovo che vi esercitava anche funzioni di giudice straordinario, affiancandosi al potere amministrativo del podestà elettivo della valle.cite-ref-0-6-7[5] Le XII terre erano originariamente divise in sei comuni (mwkwAlbogasio con Oria,cite-ref-9[8] mwmaCressogno,cite-ref-10[9] mwnqDasio,cite-ref-11[10], Drano con Loggio,cite-ref-12[11] mwpgPuriacite-ref-13[12] e mwqwCastellocite-ref-14[13]), il numero dei quali variò più volte nel corso del tempo: sceso a cinque nel corso del Cinquecento, si ridusse a uno nel 1751 (il comune di San Mamete), per poi diventare due nel 1753 e ritornare ai sei originari nel 1757.cite-ref-0-6-8[5]

Il governo austriaco, con un dispaccio imperiale di mwtqGiuseppe II del mwtg1784, disconobbe la sovranità degli arcivescovi sulla valle pur confermando la concessione del feudo.cite-ref-0-6-9[5] Con quest'atto, l'imperatore integrò di fatto e di diritto la "valle del Soldo" nello mwuwStato di Milano,cite-ref-62-15-0[14] decretando la fine di quel regime particolare di cui il territorio godeva fin dalle origini.cite-ref-0-6-10[5]

Due anni più tardi, l'editto di attivazione delle province della mwxqLombardia austriaca previde l'inserimento della Valsolda all'interno della mwxgprovincia di Como. La decisione fu tuttavia ribaltata dalla compartimentazione del mwxw1791, anno in cui la valle andò a formare, assieme alla mwyapieve di Porlezza, uno dei distretti della mwyqprovincia di Milano.cite-ref-16[15]

Il "Comune della Valsolda" venne creato nel mwzw1927 dalla mw0afusione dei comuni di mw0qAlbogasio, mw0gCastello, mw0wCressogno, mw1aDasio, Drano con Loggio e mw1qPuria.cite-ref-1-17-0[16] Dall'anno successivo, il comune assunse l'attuale denominazione di "Valsolda".cite-ref-1-17-1[16]

Nel mw3w1936 una parte del territorio comunale di Valsolda fu annessa al comune di mw4aLanzo d’Intelvi.cite-ref-1-17-2[16]

Simboli

Lo stemma, il gonfalone e la bandiera del comune di Valsolda sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 1º ottobre 2020.cite-ref-governo-18-0[17]

«Stemma d'azzurro, al torrione d'argento, rotondo, allargato alla base, aperto di nero, fondato sulla

pianura

di verde, cimato da una torretta d'argento, finestrata di tre di nero, sostenente una

cicogna

, d'argento, rivoltata. Sotto lo scudo, su lista bifida, svolazzante d'azzurro, il motto a lettere maiuscole di nero VALLIS SOLIDA. Ornamenti esteriori da Comune.»

Tale arma ha sostituito quella precedente, non sancita da decreti, che aveva alcune differenze nella blasonatura:

«Di azzurro, al torrione d'argento, rotondo, allargato alla base, cimato di una torretta, finestrata di tre, aperta di nero, fondato sulla campagna di verde; alla cicogna rivoltata, poggiata sulla torretta, accostata lateralmente e verso i fianchi dello scudo dalla scritta latina, in nero, VALLIS SOLIDA.

»

Il gonfalone attuale è un drappo di bianco, bordato d'azzurro. Prima del 2020 era un drappo partito di azzurro e di bianco. La bandiera è un drappo di bianco, caricato dello stemma comunale.cite-ref-governo-18-1[17]

Monumenti e luoghi d'interesse

Le numerose mw-wchiese, presenti nelle frazioni di Valsolda e quelle sparse nel suo territorio testimoniano le qualità artistiche degli architetti, scultori e pittori originari di Valsolda.cite-ref-20[19] Ad esse si aggiungono alcune ville e palazzi.

Architetture a Cressogno

Architetture religiose

• mwaq4Chiesa di San Nicolao, già attestata al 1677cite-ref-21[20] e riedificata come chiesa parrocchiale nel 1683.cite-ref-3-22-0[21]
• mwargSantuario di Nostra Signora della Caravinacite-ref-23[22], eretto in seguito a presunti miracoli nel Cinquecentocite-ref-24[23]. All'interno ospita dipinti di mwaseIsidoro Bianchi da Campionecite-ref-06-7-2[6], mwasySalvatore Pozzi, e Giovan Battista Pozzo Junior.
• Chiesetta di San Carlo (XVII secolo),cite-ref-25[24] eretta in onore della mwaswcanonizzazione di mwas0Carlo Borromeo.cite-ref-06-7-3[6]

Architetture civili

• Villa Prinacite-ref-26[25] citata da mwatkAntonio Fogazzaro in mwatoPiccolo Mondo Antico.cite-ref-27[26]
• L'ex-casa parrocchialecite-ref-28[27].

Architetture a Loggio e Drano

Architetture religiose

Chiesa di San Bartolomeo

A metà strada tra Loggio e Drano si trova la parrocchiale di Loggio, dedicata a san Bartolomeo,cite-ref-29[28] esempio di arte mwau0barocca con stucchi ed affreschi.cite-ref-5-30-0[29]

Elevata a sede di una parrocchia nel 1647,cite-ref-31[30] la chiesa fu edificata nel 1362 in posizione dominante sulla valle del Soldo.cite-ref-5-30-1[29] La chiesa fu in seguito oggetto di numerose ristrutturazioni, terminate nel 1736 con la costruzione della sacrestia nuova e la modifica del campanile, aumentato in altezza e dotato di una mwavscuspide sormontata da una sfera rivestita di oro zecchino proveniente da mwavwTorino.cite-ref-5-30-2[29]

Internamente, la controfacciata ospita un affresco de mwawiIl trionfo del mwawmSantissimo Sacramento (1690), eseguito da Giovan Battista Pozzi prendendo a modello un arazzo che mwawqPeter Paul Rubens aveva realizzato sullo stesso tema a Torino presso la corte dei mwawuSavoia.cite-ref-5-30-3[29]

Sulla sinistra, il primo altare ospita una mwawsSindone localmente soprannominata il "Santo Sudario".cite-ref-5-30-4[29] La seconda cappella destra, a tema funebre, è decorata da 12 teli neri rettangolari dipinti in argento e altri colori, su cui sono rappresentati altrettanti scheletri in abiti mondani.cite-ref-5-30-5[29] Tale cappella rimanda all'ossario all'ingresso del sagrato, un tempo dotato di ricchi affreschi ma oggi in pessime condizioni.cite-ref-5-30-6[29]

A Rinaldo Visetti si devono le decorazioni a stucco che, dal Seicento, ornano l'interno della chiesa.cite-ref-6222-32-0[31]

Oratorio dei Santi Innocenti

A Drano è situato l'mwayaoratorio attualmente dedicato ai mwayeSanti Innocenticite-ref-33[32] ma che un tempo era intitolato a mwayysan Simonino, ritratto in gloria in una pala dell'altare maggiore. L'edificio, costruito nel XVIII secolo da un facoltoso imprenditore edile in attività a Torino, conserva inoltre dipinti settecenteschi di unmwayc'mwaygAnnunciazione, una mwaykSacra Famiglia e una mwayoMadonna tra santi, oltre a un ritratto di san Carlo collocato al di sopra dell'entrata.cite-ref-34[33]

Chiesetta di San Carlo'

Accanto al cimitero di Loggio si trova la chiesetta di San Carlo, risalente al 1615cite-ref-35[34] e costruita in seguito alla canonizzazione dell'arcivescovo mwazyCarlo Borromeo.cite-ref-06-7-4[6]cite-ref-5-30-7[29]

Architetture civili

• Casa Pezzi, dimora della famiglia di un emigrante che, nel XVIII secolo, trovò particolare fortuna come mercante a mwaaiVenezia.cite-ref-36[35]

Architetture a Puria

Architetture religiose

• Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assuntacite-ref-37[36], con facciata e cupola attribuite a mwabePellegrino Tibaldi e, internamente, pala dell'altar maggiore e affreschi delle volte del mwabipresbiterio e del mwabmtransetto destro dei fratelli Pozzi.cite-ref-38[37]
• Chiesetta di San Pietro, risalente al 1840cite-ref-39[38].

Architetture civili

• Casa dei pellegrinicite-ref-40[39]
• Casa al numero 8 di via dei Paganicite-ref-41[40].

Architetture a Dasio

Architetture religiose

Chiesa di San Bernardino

Unica chiesa di Valsolda a tre navate,cite-ref-8-42-0[41] la chiesa deve il suo aspetto attuale ad importanti interventi architettonici avvenuti all'inizio dei secoli XVI e XVIIcite-ref-9-43-0[42] sulla base di un precedente edificio religioso a navata singola (l'attuale sinistra), originariamente dedicato ai santi Stefano e Giovanni Battista — raffigurati in due statue Trecenteche della facciatacite-ref-6222-32-1[31] — e in un secondo momento a san mwaeaBernardino da Siena, in seguito all'avvenuta canonizzazione del mwaee1450.cite-ref-9-43-1[42] All'interno, la parete nord della navata sinistra ospita un ciclo di affreschi del 1516, raffiguranti una mwaeyMadonna del latte con sant'Antonio Abate, una mwaecMadonna incoronata col Bambino tra i santi Caterina e Bernardino e un mwaegCristo accolto dal Padre con Madonna col Bambino.cite-ref-9-43-2[42] Al di sopra degli affreschi, una grande mwae0lunetta ospita invece una raffigurazione della mwae4Assunta tra i santi Miro e Lucio.cite-ref-9-43-3[42] L'altare maggiore ospita, in un'ancona, la rappresentazione di tre mwafmmitre che simboleggiano la triplice rinuncia alla carica di mwafqvescovo da parte di san Bernardino.cite-ref-9-43-4[42]

Cappella di San Rocco

Lungo il sentiero che porta verso gli alpeggi si trova la cappella di San Rocco.cite-ref-8-42-1[41]

Architetture civili

• Vecchia locanda in cui Fogazzaro scrisse il romanzo "Leila".cite-ref-44[43]

Architetture a Castello

Architetture religiose

• mwahiChiesa di San Martino,cite-ref-45[44] che conserva affreschi dei fratelli Pozzi e di mwahcPaolo Pagani.
• Oratorio dell'Addolorata, già cappella del castello di Valsolda.cite-ref-46[45]cite-ref-12-47-0[46]

Architetture civili

• Ex-mwaiqmunicipio della frazione di Castello, dal 2008 Museo di Casa Pagani, mwaiupinacoteca e centro di documentazione dedicato agli artisti valsoldesi. Troviamo qui esposti due importanti dipinti di mwaiyPaolo Pagani.
• Abitazioni al numero 10 e al numero 16 di via Cesare Jamuccicite-ref-48[47]cite-ref-49[48].

Architetture ad Albogasio e Oria

Architetture religiose

• Chiesa di Sant'Ambrogio,cite-ref-50[49] ad Albogasio Superiore. All'interno conserva affreschi sulla vita del santo titolare, realizzati da Giovan Battista Pozzi e Pietro Vignola alla fine del XVII secolo.cite-ref-51[50]
• Chiesa di San Sebastiano, a Oria,cite-ref-52[51] rimaneggiamento di una struttura mwaksromanica. Sul finire del XIX secolo fu restaurata da Carlo Barrera, autore della mwakwpala d'altare avente come soggetto mwak0Sant'Irene soccorre san Sebastiano. Allo stesso autore si deve il mwak4cenotafio per Annetta Barrera Pezzi, alla quale il figlio Carlo dedicò una poesia scritta in una pergamena inglobata nel monumento funebre.cite-ref-11-53-0[52]
• Chiesa di Santa Maria Annunciata,cite-ref-54[53] realizzata su uno sperone roccioso di Albogasio Inferiore a partire dal '500 e successivamente ristrutturata attorno al 1666 su progetto d'mwalgIsidoro Affaitati, il quale si ispirò alla chiesa dei mwalkFrancescani Riformati da lui stesso progettata a mwaloVarsavia.cite-ref-6-55-0[54] All'interno, conserva opere di Giovan Battista Pozzi.cite-ref-6-55-1[54]

Architetture civili

• Villa Salve,cite-ref-6-55-2[54] (1666) progettata da mwamoIsidoro Affaitati come dimora personale ispirandosi alla Villa Regia da lui stesso eseguita a mwamsVarsavia.cite-ref-6-55-3[54]
• Villa delle colonne (XVI-XVII secolo)cite-ref-56[55]
• Villa del Niscioreé,cite-ref-57[56] realizzata a Oria in stile mwanoneogoticocite-ref-58[57] e inserita all'interno di un parcocite-ref-11-53-1[52]
• Nella frazione di Oria esiste la casa di vacanze dello scrittore - mwaoqVilla Fogazzaro Roicite-ref-59[58] - bene curato dal FAI - mwaokFondo Ambiente Italiano visitabile su richiesta.cite-ref-60[59] Presso la villa, il poeta mwao4Antonio Fogazzaro scrisse e ambientò il romanzo mwao8mwapaPiccolo mondo antico. La villa è stata donata al Fai dal pronipote dello scrittore, il marchese Giuseppe Roi.

Architetture a Santa Margherita

• Chiesa di Santa Margherita,cite-ref-61[60] di origine medievalecite-ref-05222222-62-0[61], situata sulla sponda opposta del lago rispetto ad Albogasio.

Architetture a San Mamete

Architetture religiose

Chiesa dei Santi Mamete e Agapito

La chiesa dei Santi Mamete e Agapito si presenta con un massiccio campanile mwaqkromanicocite-ref-6222-32-2[31]cite-ref-05222222-62-1[61] (XI secolo), portale barocco e tracce del precedente edificio anch'esso romanico.cite-ref-7-63-0[62] La chiesa è attestata nella mwarypieve di Porlezza già nel XIII secolo, entro cui è citata dapprima come "capella" (1398), poi come "rettoria", e infine come sede di una parrocchia propria (dal XIV secolo).cite-ref-2-64-0[63] Oggetto di ristrutturazioni tra i secoli XVII e XIX,cite-ref-65[64] dal 1640 ospitò la sede mwar8plebana della costituenda mwasapieve di Valsolda.cite-ref-2-64-1[63] Nel 1841 fu elevata a sede mwasuprepositurale dal cardinale mwasyCarlo Gaetano Gaisruck.cite-ref-2-64-2[63] All'esterno, il sagrato ospita un ossario con resti di decorazioni, mentre l'ampio fianco con vista lago della chiesa è corredato grandi stemmi degli mwassarcivescovi di Milano.cite-ref-6222-32-3[31]cite-ref-7-63-1[62]

Internamente, la chiesa si presenta con una singola navata, nella quale s'innestano due cappelle per lato. Al termine della navata, le pareti laterali del presbiterio conservano due affreschi sulla vita di san Mamete (la cattura e la morte nella fornace), opere di mwatuSalvatore Pozzi.cite-ref-7-63-2[62] Un altro dipinto su san Mamete si trova alle spalle dell'altare maggiore e raffigura il santo in compagnia della Madonna col Bambino.cite-ref-7-63-3[62] Per quanto concerne le cappelle a sinistra, la prima è dedicata a san Pietro martire e a san Domenico, mentre la seconda all'angelo custode.cite-ref-7-63-4[62] Sul lato opposto, la prima ospita un altare alla Madonna, mentre la seconda una tela raffigurante lo mwauiSposalizio della Vergine.cite-ref-7-63-5[62]

Oratorio di San Carlo

A San Mamete si trova anche l'oratorio di San Carlo, costruito negli anni 1610-1611cite-ref-66[65] in posizione dominante su progetto attribuito a Domenico Pellegrini.cite-ref-10-67-0[66] All'interno, una pala d'altare raffigura mwaviCarlo Borromeo in meditazione.cite-ref-10-67-1[66] Anche questo oratorio fu eretto in onore della mwavccanonizzazione dell'mwavgarcivescovo.cite-ref-06-7-5[6]

Architetture civili

• Complesso dell'ex-casa prepositurale e del pretorio, di origine romanica, ristrutturato nel 1971.cite-ref-6222-32-4[31]
• Villa Lezzeni, che ospita gli affreschi di mwawuCarpoforo Tencalla raffiguranti la mwawyFortezza e la mwawcmwawgTemperanza.
• Villa Claudiacite-ref-68[67] (XVII-XVIII secolo), inserita in un parco comprensivo anche di una cappella privata.cite-ref-69[68]

Aree naturali

Il patrimonio boschivo e la ricchezza mwaxkfaunistica della Valsolda sono attestati dalla presenza della mwaxoRiserva naturale Valsolda che occupa un territorio di 318 ettari; circa 228 ettari della sua superficie costituiscono una mwaxsriserva naturale integrale, posta sotto vincoli molto restrittivi finalizzati ad azzerare gli interventi mwaxwantropici ed a ripristinare gli antichi equilibri naturali. Gli altri 90 ettari costituiscono una mwax0riserva naturale orientata; essa ospita sentieri attrezzati ed aree di sosta che consentono ai turisti la effettuazione di escursioni naturalistiche.

Società

Evoluzione demografica

Demografia pre-unitaria

• 1771: 883 abitanticite-ref-70[69]

Demografia post-unitaria

Abitanti censiticite-ref-71[70]

Gemellaggi

• mwazaMontegalda

Cultura

Valsolda è stato luogo di ambientazione delle opere di mwazmAntonio Fogazzaro (mwazqmwazuPiccolo mondo antico oltre ad una raccolta di poesie intitolata proprio mwazyValsolda). Ad Oria si svolgono, in gran parte, le vicende del romanzo mwazcPiccolo Mondo Antico: qui si trovano l'orto di Franco, la darsena di Ombretta, la villa del Niscioree, il cimitero… Altre vicende del romanzo hanno luogo ad Albogasio (con Villa Salve che funge da dimora del Pasotti e della mwazgsciora Barborin), a San Mamete, a Puria, a mwazkCastello, fin su al Santuario della Caravina.

La mwazsComunità montana Valli del Lario e del Ceresio ha fatto di questi luoghi un "parco letterario" con cartelli segnaletici che accompagnano il visitatore a riconoscere i diversi luoghi attraverso i passi del romanzo.

Il comune di Valsolda, assieme ai comuni di mwaz0Porlezza e di mwaz4Tremezzina ed assieme alla mwaz8Comunità montana Valli del Lario e del Ceresio, promuove il "Premio Antonio Fogazzaro" con l'obiettivo di "valorizzare, attraverso un concorso letterario annuale dedicato all'arte del racconto, il patrimonio culturale e naturale delle Valli che, dalle sorgenti del mwa0afiume Ticino, passando per le sponde del lago di Lugano, scendono dolcemente fino alle rive occidentali del lago di Como".

Ha vissuto a Valsolda, più precisamente a San Mamete, anche la scrittrice mwa0iBrunella Gasperini (mwa0mNoi e loro, mwa0qUna donna e altri animali), che ha ambientato a San Mamete gran parte dei suoi romanzi.

Di recente, cioè dal 2015, Valsolda è l'ambientazione di romanzi e racconti gialli dello scrittore Emiliano Bezzon, che da anni frequenta i borghi adagiati sulla sponda del lago di Lugano. Il suo ultimo romanzo ambientato qui, mwa0yIl manoscritto scomparso di Siddharta, è stato ispirato da un acquarello realmente dipinto da mwa0cHermann Hesse dal sagrato della chiesa di Albogasio Inferiore e visibile nella casa del Nobel letterario a Montagnola. In precedenza aveva pubblicato mwa0gBreva di morte, ambientato a Oria, nei pressi della Casa Fogazzaro Roi. Da ultimo, nel 2021, è uscito mwa0kLegami di sangue ambientato nelle frazioni di Loggio e San Mamete.

Arte

La Valsolda (soprattutto nel mwa1eCinquecento e nel mwa1iSeicento) diede i natali a numerosi artisti, architetti, pittori e scultori capaci di far valere la loro arte in molte parti d'mwa1mItalia e d'mwa1qEuropa.

mwa1yPellegrino Tibaldi detto il Pellegrini (1527–1596) – che come architetto godette di grandissima stima presso mwa1cCarlo Borromeocite-ref-72[71] e come pittore fu chiamato in mwa1wSpagna da mwa10Filippo II per decorare l'mwa14Escorial – nacque a mwa18Puria, e nel suo borgo, probabilmente, progettò l'ampliamento della chiesa dell'Assunta ispirandosi al progetto della mwa2achiesa di San Fedele che egli aveva realizzato a mwa2eMilano.

Nella stessa chiesa, e in molte altre presenti nelle varie frazioni di Valsolda, si trovano affreschi di un'importante famiglia di pittori e scultori di quel periodo: i Pozzi (o Pozzo) di mwa2mPuria, attivi non solo a mwa2qLuganocite-ref-73[72] ed in altri centri del mwa2kCanton Ticino, ma che troviamo anche a mwa2oMilano, in mwa2sPiemonte ed altro ancora.

Va ricordata anche la famiglia dei Paracca, plasticatori e stuccatori che si affermarono in molte città italiane (tra essi quel Giacomo Paracca di Valsolda che realizzò al mwa20Sacro Monte di Varallo la "strangosciata" Cappella della Strage).

Tra il sorprendente numero di artisti nati in questo piccolo territorio, va menzionata anche un'altra famiglia di pittori: i Pagani. Tra essi ebbe fortuna soprattutto mwa28Paolo Pagani che, dopo molte peregrinazioni in mezza Europa, lasciò nella volta della chiesa di San Martino a Castello quella che è forse la sua opera più geniale. Un museo dedicato all'autore si trova nell'omonima casa situata a Castello.

Un altro personaggio che si conquistò fama lontano dalla sua terra, in mwa3ePolonia, ma che ad essa rimane legato è mwa3iIsidoro Affaitati, di Albogasio che fu architetto del re mwa3mGiovanni II di Polonia; nel suo paese natale volle costruirsi (mwa3q1666) una palazzina (oggi Villa Salve) che riproduce, in scala ridotta, il progetto con il quale aveva realizzato la Villa Regia a mwa3uVarsavia. Nello stesso anno progettò anche la chiesa di Santa Maria Annunziata ad Albogasio, avendo in mente come modello la chiesa dei mwa3yFrancescani riformati di Varsavia.

Geografia antropica

Secondo lo mwa3kstatuto comunale, il territorio comunale comprende le frazioni di mwa3oAlbogasio Inferiore, Albogasio Superiore, mwa3sCastello, Cressogno, mwa3wDasio, Drano, Loggio, Oria, mwa30Puria, San Mamete e Santa Margherita (situata sulla sponda opposta del Lago di Lugano). Sede comunale è San Mametecite-ref-74[73]. Secondo l'mwa4iISTAT, il territorio comunale comprende i mwa4mcentri abitati di Albogasio-Oria, mwa4qCastello, mwa4uDasio, mwa4yPuria e San Mamete, e il mwa4cnucleo abitato di Santa Margheritacite-ref-75[74].

Molte frazioni hanno mantenuto le tipiche caratteristiche dei borghi mwa40medievali, con le abitazioni poste lungo strette viuzze gradinate, modeste case in pietra addossate tra loro, sostituite solo in parte da alcuni edifici signorili edificati nei secoli di maggior benessere della zona, il mwa44XVII ed il mwa48XVIII secolo. mwa5aCastello è il borgo che più ha mantenuto l'aspetto medievale: esso è arroccato su uno sperone di roccia, un tempo dominato da un castello (demolito nel mwa5eXVI secolo) e racchiuso da mura di mwa5ifortificazione; si possono ancora riconoscere i resti delle antiche porte.

Galleria d'immagini

Note

Annotazioni

cite-note-4N 1. Per il mwa7wdialetto comasco, si utilizza l'mwa70ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale mwa74Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letterariamwa78.

Fonti

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.valsolda.co.it.
• mwbroComune di Valsolda Sito su Valsolda
• mwbrwPro Loco Valsolda Pro Loco Valsolda
• mwbr4Informazioni ed immagini su Valsolda, le sue chiese ed i suoi artisti, su damimosa.it. URL consultato il 21 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2008).
• mwbsaLombardia Beni Culturali - Valsolda, su lombardiabeniculturali.it.
• chiesa San Martino in Castello Valsolda
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